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Lizzani: Legacoop, la sua improvvisa scomparsa è un lutto per la cooperazione

Mediacoop - Mario Primo Salani

07/10/2013

“La scomparsa di Carlo Lizzani è una perdita grave nel mondo della cultura italiana. Ma lo è anche per il mondo della cooperazione. Il suo sguardo limpido, la sua narrazione essenziale, hanno offerto una prospettiva di lettura della società italiana del dopoguerra originale e insostituibile. Una sensibilità che ha assicurato agli spettatori emozioni grandi e momenti indimenticabili”.
Ad affermarlo è Mario Salani, Responsabile dell’Area Cultura e Media di Legacoop.
“Lettore attento della società” -aggiunge Salani- “è stato tra i primi a intuire la forza della cooperazione e la capacità che questa aveva o avrebbe potuto avere nel mondo della cultura. Il ricorso proprio alla forma cooperativa per costruire il consenso e il sostegno finanziario a opere memorabili come “Achtung Banditi” e “Cronache di poveri amanti” che difficilmente avrebbero trovato, in quegli anni di strumentalizzazione ideologica, risorse nei canali ordinari, non è stato una anticipazione di forme di finanziamento diffuso che vanno, oggi, sotto il nome di crowdfunding. Era la percezione che l’atto creativo è sempre una relazione forte e biunivoca tra l’artista e lo spettatore e che non sempre questi ruoli sono così chiari e rigidi. Proprio come accade in una cooperativa”.
Il suo sodalizio con Cesare Zavattini lo aveva portato a essere tra i fautori della prima Associazione delle Cooperative culturali di Legacoop. “A lui” -conclude Salani- “la cooperazione ha continuato a guardare in tutti questi anni, come è giusto fare, come a un Maestro. E continuerà a farlo”.

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