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Informazione: volano i quotidiani on line, ferme le vendite dei giornali

Il Salvagente.it -

18/04/2012

Il rapporto della Fieg. Pubblicità è lettori si riversano sul web, male la carta.

Gli italiani sono più informati, ma leggono soprattutto quotidiani on line. Sarà la crisi (che impone la riduzione dei costi, anche minimi), sarà che la carta diventa sempre più desueta, ma l’acquisto dei giornali tradizionali è ormai fermo, e l’informazione arriva sempre più via web.La notizia arriva dal rapporto Fieg sulla stampa nel 2009-2011, basato su rilevazioni audiweb, secondo cui "le vendite sono in calo, ma la gente non rinuncia a leggere il giornale".

A comprare i giornali sono sempre gli stessi

Stando ai numeri, i lettori dei quotidiani nel 2011 sono cresciuti dell'1,8%, per una popolazione di lettori di 24,2 milioni di persone, pari al 46,2% degli adulti (sono considerate le persone da 14 anni in su). Anche i periodici, in misura più esigua (+0,2%), hanno visto aumentare le vendite, salite a 32,5 milioni di persone, pari al 62,% della popolazione adulta. Ma il dato che risalta è il boom dei lettori di quotidiani su internet: dal 2009 al 2011, il numero degli utenti di siti delle testate, in un giorno medio, è cresciuto del 50%, passando da 4 a 6 milioni di individui.

Aumentano gli utenti della rete

Secondo il rapporto Fieg, "tra il 2009 e il 2011 il numero complessivo di utenti attivi sul web in un giorno medio è passato da 10,4 a 13,1 milioni, con un aumento del 26%. La percentuale dei lettori dei quotidiani online sul totale degli utenti web, nel giorno medio, nel 2011 è del 46,8%, mentre nel 2009 era del 38,3%. Verosimilmente - aggiunge il rapporto - nel 2012 supererà la soglia del 50%".

La pubblicità si concentra sul web

Anche i ricavi derivanti all'editoria dalle attività online sono in forte crescita (+38,8% nel 2010, +32% nel 2011), e in costante aumento è la raccolta pubblicitaria delle testate web (+14,6%, con una quota di mercato salita dal 6 al 7,1 per cento. Ma l’incrementoi l'incidenza di tali entrate sul fatturato globale, l'1,4%, resta limitata. Fatturato globale in cui perdono di peso le entrate da pubblicità (dal 48,9% del 2008 al 46,7% del 2010) e da abbonamenti, con una dinamica, in questo caso, che nel 2010 (-5,9%) è stata maggiore dei ricavi complessivi (-4,5%). In calo anche i "collaterali" (-27,8% nel 2010).

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