PER I GIORNALI INIZIA L'ULTIMA BATTAGLIA
Luna nuova - Marina Ricchi
11/11/2011INTERVISTA A LELIO GRASSUCCI, PRESIDENTE ONORARIO DI MEDIACOOP
«SOLO IL NUOVO GOVERNO PUO' SCONGIURARE LA CHIUSURA»
La volontà di mettere a tacere i giornali “scomodi” ha caratterizzato la politica di questo governo fin dal suo insediamento e in quest’ultimo anno ha inferto il colpo che, se non verrà corretto, sarà quello definitivo.
Risale ad agosto il taglio di 75 milioni di euro effettuato da Tremonti al fondo destinato alle testate giornalistiche indipendenti. Da allora sono stati rifiutati tutti gli appelli per ripristinare le risorse, così come è stata ignorata qualsiasi proposta per ‘bonificare’ un settore in cui era ormai evidente la presenza di approfittatori e parassiti.
In queste ultime settimane e giorni la situazione è precipitata drammaticamente in una fase concitata sia a causa della situazione politico-economica che per l’emergenza dei bilanci dei giornali, che stanno lottando fino allo stremo delle forze contro chiusure e licenziamenti. Gli emendamenti per annullare il taglio dei fondi, presentati ad inizio settimana al bilancio di previsione da numerosi senatori del Pd, dell’Idv e da Alessio Butti del Pdl, sono stati bocciati in sede di commissione al Senato, riconfermando ancora una volta la ferma determinazione a sopprimere definitivamente un pluralismo informativo che mal si concilia con gli interessi del potere.
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha risposto esprimendo piena solidarietà ai giornali che a lui si sono rivolti con un appello drammatico e chiaro sui rischi democratici di tale situazione, invitando il governo a prendere provvedimenti.
Il testo del maxiemendamento alla Legge di stabilità, che è stato reso noto nella serata di mercoledì, raccoglie appena timidamente il forte richiamo di Napolitano alla maggioranza, ma così ‘timidamente’ da non cambiare sostanzialmente nulla sul cataclismatico scenario di chiusura dei giornali. Il provvedimento, così come proposto, prevede infatti che sui fondi destinati ai bilanci editoriali del 2011, al taglio iniziale di 75 milioni di euro ne vengano restituiti 19.
Spiega Lelio Grassucci, presidente Mediacoop: «L’iniziativa del governo porterebbe a 50 milioni circa la consistenza del fondo a fronte di un fabbisogno che, se depurato degli accessi irregolari di alcune testate, si attesterebbe a 150 milioni di euro circa: dunque uno stanziamento del tutto insufficiente a scongiurare la chiusura dei giornali di idee, cooperativi e no profit».
Allora si dovrà ancora riproporre l’emendamento presentato dai senatori, che chiedeva il ripristino dei fondi necessari? «Purtroppo l’urgenza imposta dalla drammatica situazione politica ed economica in cui versa il paese costringe ad approvare con tempi brevissimi la Legge si stabilità e l’opposizione, per facilitare la procedura, ha ritirato gli emendamenti: in questo frangente il senso di responsabilità ha dato la precedenza all’emergenza nazionale. Ma certamente non si può accettare che venga messa a tacere la libera informazione».
I giornali indipendenti possono dunque ancora sperare di poter continuare a fare il loro lavoro: informare i cittadini senza doversi piegare alle pressioni politiche e alle lobby economiche?
«La battaglia non può certo essere abbandonata: sarebbe una tragedia nazionale. Quasi certamente entro questo sabato sarà approvata la Legge di stabilità. Ciò significa che lunedì potrebbe già essere affidato l’incarico per formare il nuovo governo. È proprio a questo rinnovato gruppo di esponenti politici che chiederemo di rimediare alla tragica situazione in cui ci ha portato questa maggioranza, occupandosi del nostro settore come primo provvedimento e adottando le misure necessarie assolutamente entro dicembre, perché più tardi sarebbe ‘troppo tardi’ e l’Italia avrebbe perso uno dei diritti fondamentali delle moderne democrazie: la libertà d’informazione».
Luna Nuova 11 novembre 2011
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